La Fiorellaia apre il suo decennale: un ritorno alle radici che guarda al futuro

Il 2026 per Cecilia Paganini, fondatrice de La Fiorellaia, segna molto più di un anniversario. È un punto di svolta simbolico: il momento in cui un cerchio si chiude per...

Il 2026 per Cecilia Paganini, fondatrice de La Fiorellaia, segna molto più di un anniversario. È un punto di svolta simbolico: il momento in cui un cerchio si chiude per generare una nuova forma. Un ritorno alle radici che non significa guardare indietro, ma riaffermare con forza la propria identità per continuare a evolversi.

La prima comunicazione ufficiale del decennale coincide con San Valentino, da sempre una delle ricorrenze più rappresentative per il brand. Un’occasione che diventa manifesto: non celebrazione nostalgica, ma dichiarazione di visione.

Dieci anni di linguaggio floreale come esperienza

La storia de La Fiorellaia inizia alla fine del 2015 a Bedizzole, in uno spazio raccolto dove il fiore era già pensato come esperienza, non come semplice elemento decorativo. Un approccio che nel tempo si è trasformato in cifra stilistica.

Nel 2019 arriva un passaggio chiave: l’apertura dell’headquarter di Via Milano 43. In quell’occasione, gli ospiti vengono accolti con un tulipano sottovuoto e una promessa silenziosa: “Vogliamo lasciarvi senza fiato”. Un gesto essenziale, potente, destinato a diventare simbolo identitario.

Il tulipano: cuore, logo, visione

Il tulipano è il codice estetico de La Fiorellaia. È il cuore del logo, custodisce quel rosso assoluto che definisce l’identità visiva del brand e racconta un’idea di amore contemporaneo, diretto, senza sovrastrutture.

Per il San Valentino 2026, il tulipano torna protagonista nella sua versione più iconica: “Mi lasci senza fiato”. Racchiuso sottovuoto, sospeso nel tempo, diventa oggetto-simbolo. Non una semplice composizione floreale, ma una dichiarazione visiva che cristallizza l’emozione nell’istante più puro.

La 3D: il tempo come materia creativa

Tra le creazioni più rappresentative dello studio c’è la 3D, vero manifesto creativo de La Fiorellaia. Una composizione in base di vetro, realizzata interamente a mano, proposta in pezzi unici e irripetibili.

La sua forza non è solo estetica, ma narrativa. La struttura racconta il tempo attraverso tre dimensioni in equilibrio:

  • il passato, evocato dai fiori secchi
  • il presente, espresso dai fiori freschi
  • il futuro, affidato a una pianta viva destinata a crescere

Un oggetto di design che si svela gradualmente e culmina in un autentico effetto wow al momento dell’apertura.

Accanto alla versione iconica nasce la Mini 3D, interpretazione più compatta ma altrettanto intensa: stessa poesia, stessa identità, in un formato pensato per un gesto elegante e immediato.

Essenza e coerenza

Il Mazzo di Tulipani rossi e le Rose Rosse completano il racconto di questo San Valentino inaugurale del decennale. I primi, essenziali e vibranti, rappresentano l’estetica più pura del brand. Le seconde, aperte a mano con un gesto lento e consapevole, reinterpretano il grande classico con rigore e sensibilità contemporanea.

Dieci anni dopo, La Fiorellaia sceglie di celebrare ciò che è rimasto intatto: la coerenza creativa, la radicalità delle scelte, il desiderio di sorprendere senza eccessi.

Un ritorno alle radici che è, prima di tutto, un’affermazione. Perché quando l’identità è autentica, non ha bisogno di reinventarsi: continua semplicemente a lasciare senza fiato.

ph.credit Mara Brioni

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